Saturday, September 23, 2006

This is The Great Caravaggio


La prima volta che ho visto la vocazione di San Matteo del Caravaggio nella cappella Contarelli di Roma, rimasi entusiasto.

Il fascio di luce che attraversa tutta la stanza lambendo le figure del Cristo e di San Pietro va ad illuminare questo tavolo dove siedono insieme a San Matteo (ancora ignaro della chiamata del Cristo) altri gabellieri in una taverna dai tratti secenteschi.

Il volto del Cristo e' incredibilmente bello, accanto a lui un Pietro scalzo che con la mano accenna ad un uomo seduto nel tavolo di non muoversi, perchè siamo in presenza di Dio.

Il Cristo con il dito chiama Matteo a seguirlo, la sua mano ci ricorda la stessa forza descritta dal Buonarotti nella Cappella Sistina.

L'entrata di Cristo nella taverna ci ricorda che la chiamata puo' avvenire in qualsiasi momento, ma nello stesso tempo Caravaggio con questo quadro si presenta al mondo con tutta la forza della sua genialità.

Lui che ha dato alle Madonne il volto delle prostitute romane, che per i discepoli usava come modelli accattoni e barboni della Roma di fine cinquecento, Lui che prima di tutti umanizza la sofferenza dei Divini.

Ecco allora la Madonna che nel letto di Morte ci viene presentata con il viso quasi giallo morente sotto una debole luce, o i genitori del cristo che si riposano durante la fuga stanchi, sviniti.

Non è forse questa la grandezza di questo Uomo, che ritrae il San Giovanni Battista morente, un attimo primo, che ci sbatte in faccia con violenta energia l''incredulità del discepolo che deve infilare il dito nel figlio di Dio per testimoniare la resurrezzione.

E cosa deve dire un passante come me, che nasceva esattamente 400 anni dopo, nel 1971 a Catania, separato da quattro secoli dalla nascita di Merisi di fronte alla Cena in Emmaus dove lo stupore del discepolo sembra bucare la tela nel momeno del riconoscimento del Cristo.

Un Cristo risorto, dal viso giovane, dove anche il servitore si ferma , e sembra incuriosito da questo giovane seduto che pare voler rassicurare i discepoli.

Questo è Caravaggio, e la grandezza dell'artista che porta nei suoi quadri il tormento della sua vita, la visione che precede tutti , la visione dei grandi e superbi Uomini che di tanto in tanto popolano la nostra terra.
Giorgio Trombatore